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La convenienza della Permuta dei Mobili

L’Italia sta attraversando un momento di crisi produttiva, lavorativa ed economica, le famiglie italiane hanno poco denaro da spendere e ormai vivono da tempo all’insegna del risparmio. La permuta dei mobili offre una valida soluzione per esaudire magari il desiderio o la necessità di avere dei mobili nuovi e nello stesso tempo liberarsi di qualcosa che non si utilizza più e occupa solo spazio in casa o in cantina.

Grazie a questo comodo metodo di scambio, numerose persone possono esaudire il desiderio di cambiare l’arredamento della propria abitazione oppure liberarsi di mobilio vario che non si utilizza più ricevendo in cambio qualcosa di cui invece si ha bisogno o si desidera. I beni che possono essere scambiati utilizzando il metodo della permuta sono numerosi, come automobili, scooter, appartamenti, servizi vari, prestazioni lavorative ecc.

In cosa consiste la permuta mobili

Sono sempre più numerose le persone che ricorrono a questo storico mezzo di scambio, vale a dire il baratto, per procurarsi ciò di cui hanno bisogno senza dover spendere denaro. Permutare i propri mobili online è veramente molto semplice: basta iscriversi in uno dei numerosi siti, come Permute.it dedicati a questo genere di scambio, inserire i propri dati, le caratteristiche e le condizioni del mobile che si desidera permutare, il proprio recapito telefonico o l’indirizzo e-mail e preferibilmente una foto dell’oggetto.

Un annuncio di questo genere accompagnato da una foto rende lo scambio molto più semplice, perchè in questo modo l’eventuale interessato può vedere di che tipo di mobile di stratta. Un annuncio di permuta mobili corredato di una foto è consultato mediamente sette volte in più rispetto ad uno simile in cui però l’immagine non c’è. La permuta in generale avviene su base fiduciaria, quindi è preferibile essere dettagliati e soprattutto sinceri nella descrizione di un mobile e delle sue condizioni generali.

Le persone che tengono un atteggiamento scorretto, possono essere cancellate dal sito nel quale si sono iscritte. Questo genere di scambio è utilizzato da molte persone anche per fare dei regali ai propri cari senza dover spendere del denaro, inoltre spesso si trovano degli oggetti molto particolari e originali.

Come Videosorvegliare casa a Distanza

Si sente sempre più il bisogno di proteggere i propri spazi dall’ intrusione di ladri e malintenzionati. La tecnologia in questo senso, negli ultimi anni, ci è venuta incontro facilitandoci la cosa. Impianti di allarme, sistemi anti intrusione, sensori, permettono di bloccare sul nascere qualsiasi tentativo di effrazione, ma su tutti, il componente numero uno per controllare la casa è sicuramente rappresentato da una telecamera in grado di videosorvegliare. Come funziona? Di che componenti abbiamo bisogno? Cerchiamo di capirne di più.

Una telecamera, installata all’interno e all’esterno dell’ abitazione, può al giorno d’oggi inviare in tempo reale immagini, suoni e video che sta catturando. Chi è che li riceve? Il proprietario della casa attraverso Internet. Si chiamano telecamere Ip, perchè si connettono in rete ed utilizzano il web per inviare i dati. Noi, tramite smartphone, tablet o pc possiamo ricevere in tempo reale le riprese dell’ aerea sorvegliata, ma c’è di più.

Molte telecamere sono dotate infatti di sensore di movimento che fa scattare un impulso di allarme e, di conseguenza l’invio delle immagini, soltanto quando un essere umano passa davanti ad esse. Il tutto grazie ad un sensore PIR, passivo, a raggi infrarossi che riesce a leggere a distanza la temperatura corporea di un essere umano, facendo differenza fra uomo ed animale (PET IMMUNE). Ecco perchè l’allarme non deve scattare quando il nostro gatto sta liberamente passeggiando per la nostra casa oppure un uccellino si posa sul giardini.

Insomma, noi siamo tranquillamente fuori a cena, abbiamo lo smartphone in tasca (collegato ad Internet), la telecamera di accorge che qualcuno ha violato i nostri spazi e ci invia in tempo reale sul telefono un allarme tramite mail o sms. In quel momento noi possiamo decidere se controllare quello che sta avvenendo attraverso il video in streaming o metterci in ascolto di quello che accade.

Telecamere di queste caratteristiche sono tantissime e di prezzi vari. Le producono marche come Logitech, Samsung, Bosch, Digitus, D-Link, Axis, Panasonic, Sony. Si parte da una cinquantina di euro e si arriva a superare i 1000 per i modelli professionali.

La caratteristica numero uno che fa la differenza sul prezzo è la risoluzione ed il sensore. Più è alta, ad esempio Full hd, migliore è il sensore e maggiore è la nitidezza delle immagini. Alcuni modelli poi lavorano anche in notturna grazie ai led di cui sono dotate ed altre sono motorizzate e comandabili a distanza.

Trasmettono video in compressione H264 per risparmiare banda e sono solitamente di due forme, a cupola (Dome) e a Sigaro allungato (Bullet).

Per approfondimenti: http://www.antifurto-casa.net/funzionamento-antifurto/telecamere-di-sorveglianza/

Nuovi Modelli di Porte di DESIGN

Per celebrare il venticinquesimo anniversario, Bertolotto Porte si è affdata alla creatività di una consolidata collaborazione, quella con Gianni Arnaudo, che ha dato vita alla collezione “25° by Arnaudo” di porte di design. I nomi dei modelli sono evocativi: “Boulevard” e “Avenue”. Il tema è quindi inevitabilmente l’albero, riprodotto stilizzato sul pannello (“Avenue”) o inciso con naturale continuità anche sul telaio sovradimensionato (“Boulevard”), che può proseguire in boiserie.

Entrambi i modelli sono disponibili in legno, nelle laccature da catalogo RAL e NCS, oppure in vetro sabbiato o inciso. Altra novità è la porta battente “Sky”, che amplia la collezione “Fashion”. Realizzata in legno, declinato nelle laccature bianco e tortora, ha struttura alleggerita e battuta quadra con un profilo in alluminio verticale.

Bertolotto ha in catalogo anche porte scorrevoli, a vetro o in legno, a scomparsa o con binario superiore. I prezzi partono da 600 euro. Altra novità sono le porte “sfoderabili” in cui si possono personalizzare i rivestimenti in tessuto con diversissimi colori e fantasie. Realizzati in collaborazione con Brooksfield i tre modelli sfoderabili si chiamano Bali, New York e Londra. Il tessuto che ricopre il pannello non solo può essere “sfoderato” per il lavaggio, ma anche sostituito con nuove fantasie per rinnovare completamente il design della casa

Materassi: guida a una scelta consapevole

La scelta di un materasso di qualità è fondamentale in quanto coinvolgendo la qualità del riposo, coinvolge nel complesso la salute psicofisica dell’individuo. Un materasso che non si adatta alla forma del corpo, o non predisposto per evitare fenomeni allergici, può comportare infatti l’insorgere di dolori alla schiena e di allergie; non solo: statistiche americane confermano come la cattiva qualità del sonno, che può essere dovuta a un materasso di cattiva qualità, è alla base della stragrande maggioranza degli incidenti stradali.

Scegliere un materasso di qualità, adatto alle proprie esigenze e alla propria conformazione fisica è importante quindi per assicurare un riposo continuo e di qualità e prevenire l’insorgenza di disturbi psicofisici. Facciamo quindi una carrellata dei principali tipi di materassi in commercio.

Si sarà sentito parlare di materassi ortopedici, materassi memory, materassi a molle e materassi in lattice: tutti questi tipi di materasso hanno diverse caratteristiche. I materassi a molle ad esempio, una delle modalità più richieste a livello mondiale, sono dotati di molle che a seconda della loro qualità e del loro numero possono incidere notevolmente nella percezione di comodità del materasso stesso. I materassi memory d’altra parte, contengono materiale sintetico nato con l’intenzione di prevenire le ulcere dovute alla permanenza prolungata in una determinata posizione ad esempio in un ricovero ospedaliero. Si capirà quindi che la finalità di questi materassi è la capacità di adattarsi a forma del corpo riducendo così il blocco della circolazione con il conseguente fenomeno di rigirarsi frequentemente nel letto. I materassi cosiddetti ortopedici sono un tipo di materassi rigidi che favoriscono l’allineamento della spina dorsale e regolamento della temperature del corpo.

A seconda del materasso scelto, ci sono quindi caratteristiche ed esigenze specifiche di cui si dovrà tenere considerazione soprattutto se in presenza di problemi allergici o dolori articolari. Il consiglio è di rivolgersi in un centro specializzato, testare il materasso, e richiedere al personale specializzato un consiglio su un prodotto che si adatti alle proprie esigenze psicofisiche.

 

Link: http://www.dorelan.it/materasso-36.html

Piastre ad Induzione, un nuovo modo per cuocere

Cuocere un cibo è qualcosa che facciamo da millenni, da quando l’uomo ha scoperto il fuoco. La tecnologia però è andata avanti e sono arrivati sul mercato nuovi apparati che permettono di cucinare in modo diverso. Siamo abituati ai fornelli a gas, a quelli elettrici, ora è il turno di esaminare quelli ad induzione.

Si presentano con un design molto accattivante, futuristico. Piastre molto basse, nere, in vetro in cui sono disegnati le 4 forme ovali delle padelle o pentola da ospitare. Ma è sotto che le cose cambiano. Queste piastre producono calore tramite un campo magnetico indotto da una bobina alimentata elettricamente. Per far “partire” il campo magnetico bisogna appoggiare sulla piastra una pentola o tegame o padella che abbia il fondo ferromagnetico. A quel punto il calore viene generato in pochissimi istanti ed inizia la cottura.

Poiché la pentola si riscalda tramite questa “induzione” elettromagnetica anzichè mediante fiamma o resistenza elettrica, un piano di cottura ad induzione è più efficiente perché viene sprecata meno energia . Con i fornelli a gas, solo il 40 per cento del calore generato finisce per cuocere il cibo, l’altro 60 per cento viene sprecato, non fa altro che rendere la cucina più calda.

I piani cottura ad induzione,invece, sono efficienti al 90 per cento , cioè quasi tutta l’energia prodotta finisce nella padella, con solo il 10 per cento sprecato. Sviluppano poi calore molto più rapidamente rispetto agli altri, facendo risparmiare energia e tempo. Lo svantaggio è che assorbono molta corrente elettrica in poco tempo, quindi attenti al contatore della luce che potrebbe “scattare” perchè non regge il carico.

Altro svantaggio è rappresentato dal fatto che dobbiamo ricomprare tutte le pentole e padelle, quelle in ghisa, in vetro, pyrec, ceramica non possono funzionare su una piastra ad induzione, devono avere un fondo ferroso particolare.

Il prezzo di un fornello ad induzione invece è di poco superiore ad uno buon a gas, con 300 euro ce la caviamo.

Tipologie di caminetti a Legna

Quando si decide di comprare un camino magari si pensa che l’unica cosa da considerare sia la grandezza o al massimo il design, da abbinare al proprio arredamento domestico, questo si rivela un errore, in quanto, tipi di camini differenti rendono un grado di calore diverso, questo, infatti, viene prodotto diversamente in base al combustibile ed al tipo di focolare utilizzato.

Durante l’acquisto, quindi è raccomandabile chiedere dei consigli al personale esperto del negozio, queste persone sapranno suggerire che tipo di camino comprare, basandosi sulle richieste del cliente.

Se si è interessati ad acquistare uno dei vari modelli di caminetti a legna si può scegliere, ad esempio, tra quattro tipologie principali, quello chiuso, aperto, chiuso ventilato ed aperto ventilato.

Grazie al portale http://www.caminisulweb.it/camini-a-legna.html, andiamo a scoprire molto più nel dettaglio quali sono le caratteristiche di questi camini:

- camino chiuso, si tratta di un modello molto valido dal punto di vista della diffusione del calore, il suo interno di solito è rivestito in acciaio o ghisa, possiede uno sportello resistente al calore ed alcuni modelli hanno un sistema di doppia combustione, grazia al quale viene bruciata anche un alta percentuale di fumi;

- camino aperto, può essere anche definito camino classico, la sua struttura è di certo molto bella da vedere e lo spettacolo che offre è affascinante, in quanto viene prodotta una fiamma viva e scintillante ma, per quanto riguarda la diffusione di calore, ha una potenza limitata, si tratta di un tipo di caminetto che riesce a riscaldare solo una parte dell’abitazione, creando un cambio di temperatura, a volte anche molto forte, passando da una stanza all’altra. Tra i caminetti a legna, quello aperto, quindi, è tra i più belli dal punto di vista architettonico ma è anche quello che rende di meno come fonte di calore;

- camino chiuso ventilato, questo modello racchiude le qualità del camino chiuso e di quello aperto ventilato. Tra le tipologie presentate è quella che produce la maggiore quantità di calore, è dotato di canali di aerazione che convogliano il calore in più ambienti. Poiché si tratta di un camino che consuma poco combustibile se si decide di acquistarlo si potrà usufruire di uno sconto fiscale del 35% sul suo costo.

- camino aperto ventilato, questa si rivela una buona soluzione se si vuole possedere un camino che abbia la bellezza estetica di quello aperto ma che produca più calore. Questo camino, infatti, è esteticamente uguale al modello aperto ma, in realtà, possiede al suo interno delle camera d’aria che diffondono il calore prodotto dalla combustione del legno in tutta la casa, la circolazione del calore avviene grazie all’installazione di appositi condotti.

Cosa sono i Pannelli Solari Termici

Quando si parla di pannelli solari termici ci si riferisce a dei sistemi che riescono a trasformare il calore solare in fonte di energia termica, questa può essere utilizzata per il riscaldamento dell’acqua, quello degli ambienti (all’interno dei termosifoni) ed in alcuni casi può essere convertita in energia elettrica.

Come si può constatare dal sito www.fotovoltaicosulweb.it, i pannelli solari termici sono formati da un pannello predisposto per ricevere energia solare, al suo interno si trova uno scambiatore in cui è collocato un fluido che assorbe questa energia e la trasporta in un serbatoio dove viene conservata fino al momento dell’utilizzo. Questo sistema di trasferimento può essere strutturato su un sistema di circolazione naturale, forzato a o svuotamento.

Nel caso in cui la circolazione è naturale il fluido viene trasportato grazie alla convenzione, ossia una pressione che spinge un corpo fluido verso un determinato luogo, il liquido, quando viene scaldato dal calore solare si dilata e riesce a galleggiare e spostarsi fino ad arrivare al luogo di deposito, qui si trova un altro tipo di liquido, il glicole propilenico, una sostanza atossica che serve per conservare l’energia e proteggerla dal gelo.

L’impianto a circolazione naturale, di solito, può essere collocato in zone che hanno delle temperature miti anche di notte, la dimensione ed il colore dei serbatoi varia in base all’ambiente in cui viene collocato, per favorire l’aspetto estetico della abitazioni questi possono essere collocati sul tetto, ed avere lo stesso colore di quest’ultimo, oppure a terra.

Per quanto riguarda la circolazione forzata, invece, questa viene utilizzata quando la temperatura del fluido è più alta di quella presente nei serbatoi, in questo caso il liquido circola grazie a delle pompe che, tramite dei sensori elettrici, lo conducono all’interno dei serbatoi portando la sua temperatura allo stesso livello di quella del fluido presente nelle cisterne. Questo tipo di sistema è adatto a zone con un clima più rigido.

Infine, c’è un altro possibile tipo di circolazione, detta a svuotamento, funziona come quello a circolazione forzata ma il suo impianto viene riempito ed entra in funzione solo quando c’è il sole e la temperatura all’interno del serbatoio non è quella desiderata, quando, invece, questa possiede il giusto livello di calore il sistema resta spento, in questo caso la pompa viene svuotata e si riattiverà automaticamente quando i sensori avvertiranno che è necessario alzare la temperatura interna dei serbatoi.

I pannelli solari termici godono delle detrazioni fiscali del 65% fino al 31 dicembre 2013, d.l. letta 63-2013

 

Come avere la corrente in casa quando c’è un Blackout

Sono situazioni che capitano di rado per fortuna, ma per qualcuno creano qualche preoccupazione. Stiamo parlando dei blackout, le interruzioni improvvise di corrente elettrica. La mancanza di energia può essere un momento divertente, solitamente una decina di minuti da vivere con la candela accesa se è buio. Per altri l’interruzione invece potrebbe essere fonte di gravi problemi, la mancata erogazione di un servizio ad esempio. Come fare ad avere la corrente elettrica in casa quando c’è un Blackout?

Le soluzioni più utilizzate sono due: il generatore di corrente (vedi sul sito http://www.generatoredicorrente.com/ per saperne di più) oppure il kit fotovoltaico con stoccaggio di energia nelle batterie.

La prima soluzione è più adatta per esercizi commerciali, camper ecc. Il generatore di corrente non è null’altro che un motore a scoppio alimentato da benzina, nafta o addirittura Gpl che produce energia elettrica dalla combustione di questi carburanti. Deve essere installato all’ aperto, quindi per la casa necessita di un balcone o giardino. Costa relativamente poco, dalle 200 euro in poi, ed è un’ottima soluzione perchè veloce ed immediato. Un po’ rumoroso ma efficace.

Il kit fotovoltaico invece è una soluzione pulita ed ecologica. Durante il giorno, quando c’è l’insolazione, i moduli fotovoltaici fanno accumulare energia che viene stoccata nelle batterie. Quando avviene un blackout questo dispositivo si rende disponibile ed eroga corrente elettrica. Un kit da 100 watt, con una batteria da circa 20 Ah costa 300-400 euro e può fornire luce anche per tutta la notte utilizzando lampadine a basso consumo energetico, vedi http://fotovoltaici-impianti.blogspot.it/. Kit più costosi sono quelli che forniscono energia elettrica in alternata e non in continua grazie al lavoro dell’ inverter. Questo tipo di corrente è quella che viene utilizzata da utenze domestiche come pc, tablet, televisori ecc. Lo svantaggio di questo tipo di soluzione è che durante la notte, se le batterie non si sono caricate a sufficienza perchè la giornata è stata nuvolosa, l’energia a nostra disposizione sarà poca.

Barriera anti intrusione per tenere i ladri fuori da casa

Le tecnologie per tenere lontani i malintenzionati dalle mure della nostra casa sono tante. Esistono vari tipi di antifurto, sistemi di allarme, sensori, telecamere, sirene, ognuna con le sue caratteristiche e specificità. Oggi vogliamo focalizzare la nostra attenzione su quegli apparati da installare all’ esterno della nostra casa, in modo che il ladro non arrivi all’ interno della nostra abitazione, il primo step di difesa quindi.

Partiamo dai sensori volumetrici. Di cosa si tratta: sono sei sensori Pir a raggi infrarossi passivi (vedi foto) che si “accorgono” quando un essere umano si sta muovendo all’ interno della zona controllata. Per maggiori dettagli sul funzionamento vedi la guida ai sensori per l’allarme. In pratica ogni corpo umano emette del calore che viene letto da questo sensore. Gli stessi sono quindi in grado di distinguere un corpo umano da uno animale, una busta di plastica che si sta muovendo per effetto del vento da altro. Insomma riescono ad evitare i falsi allarmi e invece a far scattare l’antifurto se c’è una presenza umana. Si installano al di fuori delle mura, ma anche all’ interno, e sono dotati di sistema di antisabotaggio, rimozione e resistono alle intemperie. Comunicano con la centralina d’allarme tramite segnale wireless o tramite cablaggio filo. Prezzo, circa 40-100 euro per sensore.

Barriere perimetrali: sono sensori che si installano a coppia. Vengono messi in parallelo e creano una fascia a raggi infrarossi che se superata fa scattare l’antifurto. Prezzo 200-300 euro a coppia.

Contatti magnetici: installati sui battenti delle finestre inviano un impulso d’allarme se vengono distanziati, ovvero se qualcuno tenta di aprire le finestre o rompere i vetri. Prezzo 10-30 euro a pezzo.

Porte blindate: è abbastanza ovvio il loro funzionamento. Prezzi a partire da 1000 euro.

Tutti questi componenti godono delle detrazioni fiscali del 50% fino al 30 giugno 2013, dopo tale data passeranno al 36%, vedi Agenzia delle entrate.