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Ventilatore a Soffitto con Telecomando quale Comprare

L’aria condizionata è un’invenzione fantastica. Nelle estati torridi ci permette di respirare e dormire senza afa eccessiva. Non tutti però la amano oppure non tutti hanno la possibilità di montare un condizionatore. Possono esserci problemi legati al decoro del palazzo, quindi l’impossibilità di mettere il motore esterno oppure non si vogliono spendere troppi soldi. L’alternativa è rappresentata dai climatizzatori portatili e dai ventilatori a soffitto con telecomando.

Torna così in auge il caro e vecchio ventilatore a pale che era l’unica cosa che ci dava sollievo fino ad una ventina di anni fa dentro casa. Parliamo dei modelli che si montano a soffitto, spesso al posto del lampadario o di un punto luce. Se avete un po’ di praticità non serve chiamare un elettricista, basta smontare i lampadario e collegare il ventilatore a pale con il telecomando. Ovviamente prima sinceratevi di aver staccato la corrente.

Vantaggi rispetto al condizionatore

ovviamente è la loro economicità che ci spinge all’ acquisto. Un ventilatore a soffitto con telecomando costa dagli 80 ai 170 euro, a seconda del modello, un climatizzatore arriva a costare anche 700-800 euro in classe A++. Ma è sull’ assorbimento energetico che si gioca la partita. Un ventilatore consuma poco, appena 50-60 watt che arrivano ad 80 alla massima potenza. Il condizionatore assorbe invece dieci volte tanto. C’è una gran differenza.

E’ vero che il ventilatore però non fa abbassare la temperatura e nemmeno l’umidità. ‘Il flusso di aria creato però è notevole e ci da un bel sollievo in estate. La funzione di rotazione inversa permette di usare il ventilatore anche in inverno per spingere e diffondere l’aria calda in basso. Il calore, è notorio, tende a salire.

Le marche

Vortice è sicuramente in marchio leader, ma in Italia apprezzata anche Westinghouse, il brand americano presente sul mercato da più di 100 anni. Ad ogni modo potete tranquillamente comprarli online o in store della casa come Bricomen, Ikea, Leroy Merlin.

Ventilatori a soffitto con luce

come detto possono essere sostituiti al lampadario e, per forza di cose, devono avere un punto luce integrato, di solito una plafoniera sotto le pale che ospita le lampadine a basso consumo oppure led.

Quanto deve essere grande

le pale più sono lunghe e maggiore aria smuovono. Controllate anche di quanti cm scende verso il basso una volta montato a soffitto. Non dovete poter toccare le pale con le mani alzate.  Scegliere la giusta dimensione di ventilatore da soffitto consente di ottimizzare l’efficienza della ventililazione, inoltre deve anche piacervi esteticamente. La lama o pala è misurata in cm, ovvero il diametro massimo  Per una stanza di 25 mq va benissimo una lama di 100 cm.

I migliori modelli

cosa controllare prima dell’ acquisto? Innanzitutto se desiderate averlo con luce oppure senza e poi il telecomando che vi permette non solo di accendere e spegnere il movimento delle pale, scegliere la velocità e la rotazione, ma anche controllare la luce senza muoversi dal letto o divano.
ventilatore soffitto westinghouseIl numero delle pale non fa grande differenza, se a 4 lame o pale oppure a 5. Differenza la fa il diametro delle pale, la loro lunghezza. Maggiore sarà il diametro e più sarà in grado di generare un flusso d’aria corposo. Se dovessimo consigliarvi l’acquisto di un modello opteremo per il WESTINGHOUSE LIGHTING, costa un po’ di più rispetto agli altri, circa 200 euro, ma è veramente il top. Dieci anni di garanzia per un modello in metallo che ha tutto. Se volete risparmiare un po’ e vi piace un design meno sofisticato c’è questo modello da 6 pale che misurano 76 cm.

Come proteggere la casa dai Furti che arrivano dalle Finestre

antifurto casaI furti nelle case non sono mai passati di moda, anzi, negli ultimi anni sono aumentati, prendendo le statistiche fornite dal ministero degli Interni si può notare un ‘impennata. Addirittura lo stesso ministero ha stilato una guida alla prevenzione dei furti.

E’ importante quindi proteggere la propria abitazione dalle intrusioni che arrivano specialmente dall’esterno, da finestre e porte, specialmente se affacciano al piano terra.

I sistemi di allarme oggi in commercio sono efficaci, costano poco e appaiono sufficienti a tenere lontano ladri e malintenzionati. In questo periodo poi si può approfittare delle agevolazioni fiscali, le detrazioni del 50% per chi realizza “Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi“, come recita la guida predisposta dall’ Agenzia delle Entrate e che si rifà al decreto legge n. 201/2011. La legge di stabilità di fine 2016 ha prolungato l’opportunità al 31 dicembre 2017, dal primo gennaio 2018 passeranno al 36&.

Fino ad un massimo di 96000 euro di spesa si possono detrarre dalle tasse il 50% di spese sostenute, da spalmare in dieci anni, per acquisto di:

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
  • porte blindate o rinforzate
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
  • apposizione di saracinesche
  • tapparelle metalliche con bloccaggi
  • vetri antisfondamento
  • casseforti a muro
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline

Protezione tramite un allarme elettronico

L’antifurto casa è sicuramente l’impianto più semplice da realizzare. Insieme alla porta blindata rendono la casa super sicura. Un impiano di allarme è composto principalmente da sirema, sensori, centrale e combinatore telefonico.

I sensori si applicano all’ esterno e all’ interno della casa. Inviano un segnale di allarme quando, una volta attivati, un essere umano passa davanti a loro. Riescono a riconoscere il passaggio di animali da persone.

La centrale tratta il segnale facendo scattare la sirena e, allo stesso tempo, facendo partire una telefonata al cellulare del proprietario di casa, alle forze dell’ ordine e ai parenti tramite il combinatore telefonico. I nuovi modelli inoltre possono essere gestiti da Internet, ad esempio quelli di Beghelli, Risco e Diagral.

Un impianto del genere costa non più di 1000 euro e può essere anche tele gestito in remoto e , con le nuove centraline, anche da Internet. L’integrazione di un sistema di videosorveglianza è un plus che garantisce una migliore protezione, possiamo avere in tempo reale immagini, video e suoni delle zone sottoposte a sorveglianza.

Protezione tramite porte blindate e inferriate

insieme ad un antifurto possono essere utilizzati sistemi “meccanici” per aumentare la sicurezza della casa. Le porte blindate sono un ottimo deterrente. Esistono sei classi differenti di porte blindate, quelle in classe 4 vanno bene e resistono ad attacchi portati con seghe elettriche e martelli. Da combinare una serratura a cilindro europeo e magari con spioncino elettronico che fa anche da video camera di sorveglianza. Alle finestre grate e cancelletti sono un must, specie per chi abita in villa o ai piani bassi del condominio.

Quale condizionatore d’aria comprare in base all’ ambiente

Arriva l’estate ed ecco che di nuovo dobbiamo combattere con il grande caldo. Sembra che negli ultimi anni le temperature siano aumentate, ma in effetti non è così. Se guardiamo alle statistiche non c’è molta differenza dalle medie annuali, però percepiamo il caldo in maniera diversa, forse perché siamo abituati ad avere l’aria condizionata in casa.

È proprio per questo motivo che i condizionatori hanno conosciuto un grande successo negli ultimi anni. E forse, insieme ai televisori led a schermo piatto, l’elettrodomestico che più ha conosciuto successo di vendita. Sembra proprio infatti che i ventilatori non vengano più presi in considerazione, tranne in qualche caso come quelli più efficienti a soffitto. Interesse c’è invece per i deumidificatori e raffrescatori ad acqua.

Quale condizionatore d’aria comprare

A seconda delle dimensioni della stanza, dobbiamo con comprare il modello giusto. Quelli da 9000 BTU vanno bene fino ad ambienti di 20 25 m quadri, quelli da 12.000 BTU fino a 40 m quadri e poi i 18000 e 24.000. Ci sono poi potenze superiori che servono anche per alimentare dei dual split ovvero due split all’interno di ambienti differenti con un solo motore esterno. All’interno del circuito circola un gas, R. 410 ha, che fa passare dallo stato gassoso allo stato liquido fredda la stanza. L’aria congelata viene spinta attraverso un sistema di ventole dallo split. Un poco come funziona il frigorifero.

ambiente condizionatori

Per installare un condizionatore ci vuole un frigorista in possesso di patentino, secondo il dpr 74 del 16 aprile 2013. Un’installazione costa circa € 250-300, un po’ di più se complicata e se il passaggio di tubi di rame è lungo. La distanza massima tra split motore non deve superare i 10 m, altrimenti dobbiamo procedere con gas ulteriore ed il circuito potrebbe risentirne.

Condizionatori senza motore esterno

purtroppo i condizionatori a muro hanno tutti l’unità esterna che è anti estetica lo sappiamo. Inoltre negli edifici del centro storico non si possono montare. Come fare? Possiamo optare per i climatizzatori portatili oppure per i modelli come UNICO DI OLIMPIA SPLENDID che è in pratica un portatile però che si fissa a terra o a muro. Il motore si trova internamente nello split, ma è meno efficiente.

I condizionatori per l’inverno

I condizionatori d’aria possono essere utilizzati anche in inverno, per riscaldare la casa. I nuovi modelli in classe A+++ sono molto efficienti ed hanno ottimi per formarsi. Possono essere presi in considerazione anche in alternativa ai riscaldamenti a gas. Con la nuova normativa va, le nuove tariffe energetiche da 2016 non sono più ad incremento scaglione. Prima pagavamo di +1 kW a seconda di quanto era il consumo totale nell’anno. Ora il prezzo del kilowatt è fisso. Questa portato a prendere in considerazione i condizionatori, alimentati ad energia elettrica, come alternativa ai classici termosifoni. I condizionatori sono molto veloce riscaldare un ambiente e non hanno bisogno di nessuna manutenzione. Possono anche essere controllati da Internet tramite Wi-Fi.

Le migliori marche nel settore dei condizionatori sono Daikin and Mitsubishi, veri e propri leader di mercato. A seguire Samsung, LG, Panasonic, Toshiba e Fujitsu, poi ci sono Olimpia splendid,  Riello ed Ariston, gli italiani. Se non si può montare l’unità esterna, per problemi condominiali o di decoro, possiamo optare per i modelli senza unità esterna che hanno il motore incorporato. Dobbiamo praticare due foglie muro dove far uscire l’aria calda. Altrimenti possiamo prendere in considerazione il condizionatore portatile, tra tutti il più conosciuto è il pinguino de Longhi oppure Dolce clima di Olimpia Splendid.

I prezzi

Un condizionatore economico, di marca cinese, da 9000 BTU costa € 300, un modello di una marca media 500 , un modello di fascia alta, in classe A+++ tipo Daikin e Mitsubishi costa 1000 € 1200.

L’eolico per la casa per produrre energia elettrica

L’European Wind Energy Association (Ewea) ha calcolato che nel 2008 a livello europeo, l’industria eolica impiegava complessivamente circa
150.000 lavoratori. Numeri analoghi sono stati stimati anche dal Gse (2009), e di questi addetti il 37% è attivo nella produzione e nel funzionamento delle turbine, il 22% nella produzione di componenti, il 16% nello sviluppo, e l’I 1% nella gestione e manutenzione. Sempre per il 2008, i Paesi che occupavano il maggior numero di addetti nel settore erano la Germania (84.000, di cui 38.000 diretti), la Danimarca (23.500 diretti), la Spagna (25.000 diretti), la Francia (7000 diretti) e il Regno Unito (4000 diretti).

Non c’è soltanto quindi il fotovoltaico, i prezzi dei moduli sono calati moltissimo, ma anche il mini eolico per le turbine da installare su tetto per la produzione di energia elettrica in casa e per rendersi autonomi energeticamente.

Secondo le proiezioni dell’Ewea, il comparto eolico è destinato a crescere, e per il 2020 si stima, in Europa, una disponibilità di nuovi posti di lavoro superiore a 330.000 unità. In Italia, nel 2008, secondo i dati diffusi dal Gse e dalla Wind Energy Association (2009), nel comparto eolico si contavano 4438 addetti diretti, a cui si aggiungevano 120 occupati indiretti. Le installazioni anche su case e terreni cresceranno del 27%.

minieolico

Secondo il Cnel (2009), l’Enea (2009) e la Commissione europea, questo dato sottostima il livello occupazionale del comparto, il cui valore effettivo, fra addetti diretti e indiretti, ammonterebbe nel 2009 a 10.000 unità. Invero è aperta una disputa sui numeri, anche se è chiaro che in Italia, rispetto agli altri Paesi europei, il fenomeno si presenta ancora marginale.

Nel nostro Paese, l’occupazione nel comparto eolico è condizionata dalla dislocazione degli impianti di produzione. Presenta valori elevati nelle regioni meridionali e nelle isole, mentre nelle regioni settentrionali i valori sono decisamente inferiori. Il motivo è da ricondursi all’assenza di capacità installata in molte aree del nord e, ove questa sia presente, alla limitata dimensione degli impianti.

Nel 2008, tra le regioni settentrionali si segnalavano il Trentino-Alto Adige e la Liguria. La Puglia detiene il primato della produzione superando quota 27% e, insieme alla Sicilia, totalizza quasi il 50% della produzione eolica nazionale. Seguono la Campania e la Sardegna, con quote rispettivamente del 20,4% e del 12,7%. Rispetto al totale dell’industria europea dell’energia eolica, il contributo italiano resta
comunque trascurabile e nell’ordine dell’1,6%.

Cosa fare quando il Gas del Condizionatore è Finito

I condizionatori d’aria montati all’ interno di appartamenti uffici o negozi utilizzano un gas refrigerante che scorre all’ interno del circuito. I vecchi modelli usavano l’R22, dal 2015 fuorilegge, quelli attuali l’R410 ed in pochi casi il nuovo R32 piú ecologico. Il gas è indispensabile al funzionamento del climatizzatore, altrimenti non produrrebbe piú aria fredda in estate e calda in inverno. Il condizionatore va ricaricato? La risposta è negativa, se il circuito non presenta delle microperdite, il condizionatore può funzionare anche per decine di anni senza fare nulla, se non pulire i filtri. Il gas non deve uscire, se esce significa che c’è qualcosa che non va.

ricarica gas condizionatore

ricarica gas condizionatore

Cosa si fa in questi casi? Si cerca un installatore professionista che può ricaricarlo. Nel registro Nazionale delle persone abilitate a maneggiare questo gas potete trovare quello della vostra zona, ad esempio a Roma c’è questa ditta.

Cosa faranno gli installatori? Innanzitutto devono individuare da cosa è causata la perdita. Una rottura di un tubo in rame dove scorre il gas (poco probabile) oppure un rubinetto o un raccordo che perde. In quest’ultimo caso vanno sostituiti, viene rimesso tramite la pompa del vuoto il gas all’ interno del circuito e si controlla se la pressione all’ interno dello stesso rimane costante. Solo dopo un controllo del genere possiamo essere sicuri che il gas non fuoriuscirà piú. Se non vengono fatti questi controlli rischiamo di fare una ricarica, costo di circa 100 euro + iva, che dopo un mese dovrà essere rifatta, perchè il gas si è di nuovo disperso.

Il decreto ministeriale del 10 febbraio 2014 ha disposto inoltre delle nuove regole per gli impianti di climatizzazione:A partire dal 1° giugno 2014, gli impianti termici sono muniti
di un “libretto di impianto per la climatizzazione” come questo qui. Quindi il tecnico dovraà rilasciarlo e compilarlo con tutti i dati relativi alla macchina climatizzatore come consumi, pressione ecc.

Quale caldaia scegliere per la casa

caldaia_casaSe volete sostituire il vostro impianto termico, o decidete di cambiare / installare una nuova caldaia, è bene conoscere i vari modelli in circolazione, prima di rivolgersi ad una ditta di assistenza caldaie a Roma. Infatti sul territorio capitolino esistono diversi punti di riferimento, ma un buon “padre di famiglia” o una madre attenta al risparmio devono avere prima modo di valutare i dispositivi presenti sul mercato.

Questo perchè la caldaia non è uguale per tutti, ma c’è da valutare una serie di fattori quali

l’ingombro (fuori o dentro casa)
il tipo di combustibile utilizzato
il consumo previsto
il rispetto delle normative e delle certificazioni
l’impatto ambientale

Proviamo a vedere dunque alcuni dei sistemi più diffusi e cerchiamo di dare alcuni consigli rivolti ai cittadini di Roma e provincia che vogliono rinnovare la loro caldaia di tipo domestico.

I diversi combustibili per la caldaia

La prima caratteristica da definire è il tipo di combustibile: ne esistono di tipo liquido e solido, e dal punto di vista ecologico ultimamente sono molto diffuse le caldaie a biocombustibile di tipo solido. Cosa significa?
In pratica questo tipo di sistemi per il riscaldamento domestico funzionano con dei materiali “solidi”, di origine legnosa: stiamo parlando ad esempio del pellet o delle biomasse di provenienza dal legno.

Le caldaie a biocombustibile solido garantiscono un maggiore risparmio sia economicità che energetico, anche se ultimamente l’IVA su questo tipo di combustibile è stata leggermente alzata.
Le tipologie di combustibile di origine “legnosa” con cui potete alimentare questi modelli di caldaie sono le seguenti:

  • pellet al 100%
  • policombustibili a diversi ingredienti (ovvero ottenute combinando diverse tipologie di biomasse)
  • pellet realizzato in combinazione con altro tipo di legno.

Questo tipo di combustibile viene prodotto da tutti i residui della lavorazione del legno: si tratta di un materiale di riciclo dal settore agroalimentare, ed è dunque una scelta che abbassa notevolmente l’impatto ambientale del riscaldamento domestico. Le ultime generazione di caldaie prevedono la possibilità di essere controllate da remoto e non sono più così complicate da manutenere e installare (sempre con l’ausilio di servizi di assistenza caldaie) all’interno di impianti già avviati.

Idee per rinnovare il vostro bagno

ideabagnoIl bagno rappresenta una delle zone più intime della nostra casa e spesso ci passiamo tantissimo tempo. Qui possiamo rilassarci, goderci una bella doccia o un bagno caldo nella vasca. Insomma è fondamentale, deve rappresentare lo spazio ideale dove stare bene. Oggi vi presenteremo una serie di idee per rinnovare il bagno partendo dai colori passando per le soluzioni più idonee nel rivestimento e nella scelta dei sanitari.

Budget a disposizione: dobbiamo sapere quanto possiamo spendere, ciò ci aiuterà a prendere le decisioni più idonee su cosa includere nel rifacimento. Una volta che hai capito cosa puoi spendere potrai scegliere i materiali giusti e tutto avrà più senso. Ci sono rivestimenti che costano 5 o 6 euro a mq o mattonelle che hanno un prezzo di 50 euro a mq. Qualcuno mette anche il parquet in bagno. Insomma le soluzioni sono tanti ed i prezzi pure.

Tempo: molti credono che per la ristrutturazione di un bagno servono solo pochi giorni. In realtà non è così. A seconda di quanti elementi si modificano il tempo è differente. La pianificazione si riferisce non solo a definire la durata dei lavori di ristrutturazione, ma anche ad alcuni passaggi intermedi come l’ordinazione e l’acquisto di piastrelle, infissi, sanitari ecc che non sempre sono disponibili.

Difficoltà: a seconda dell’età della vostra casa e di quanto bene è stato costruito il vecchio bagno cambiano le difficoltà- Ci potrebbero essere carenze strutturali, tubazioni da rifare, muri da buttare giù, aree non adeguatamente ventilate, vecchi impianto idraulico corrosi, doccia piastrelle non-impermeabile ecc.

Design e funzionalità: prima della progettazione ci sono molti fattori da considerare, come il colore della vernice, la scelta delle piastrelle, della doccia, vasca, rubinetti, sanitari ecc. La ricerca parte dalla visita dei negozi di arredo bagno, in quelli di rivestimenti. Lavoriamo sul design che abbiamo in mente, se classico, moderno, Country. Utilizziamo internet e le riviste di settore per cercare idee.  Pensiamo a come il design del bagno sarà in sintonia con il resto della casa. Qui ci sono delle idee di design

Le misure: prendetele giuste. la dimensione complessiva del bagno (di solito è la più piccola stanza della casa), la posizione dei tubi idraulici esistenti e cavi elettrici e le tipiche dimensioni standard sanitari. Quindi assicuratevi di avere le misure e le specifiche corrette quando si va al negozio per ordinare piastrelle ed altro.

Arredo bagno: la pianificazione dell’ acquisto di armadi, scaffalature e la memorizzazione delle soluzioni è un problema difficile nella maggior parte dei casi. Il bagno è piccolo, gli spazi pochi, ci vogliono mobili di piccole dimensioni fatti ad hoc e trovarli di proprio gusto spesso non è facile.

Idee per Rinnovare il Vostro Ufficio e renderlo Produttivo

rinnovare-ufficioSpesso in ufficio passiamo più tempo che a casa. Non solo le canoniche 8 ore, ma anche le serate, i weekend. Per qualcuno è una tortura, per altri no. L’ambiente in cui si trascorre tutto questo tempo è quindi importante, bisogna che sia stimolante, rilassante, ma anche creativo. Nella sede centrale di Google lo sanno bene, un ambiente del genere fa lavorare meglio i propri dipendenti ecco perchè il gigante del web ha messo a disposizione spazi ricreativi per chi lavora con lui.

Senza arrivare a fornire una palestra o una sala giochi per i vostri dipendenti o per voi se siete un libero professionista ecco una serie di trucchi che favoriscono una buona qualità di vita lavorativa.

Ambiente open space: se avete la fortuna di passeggiare nelle grandi aziende del web come Google o Facebook noterete una grande cosa che manca: le pareti. I capi di queste aziende hanno imparato che i dipendenti lavorano meglio quando i loro spazi non sono limitati a piccoli cubi lavorativi. Gli spazi aperti incoraggiano l’interazione tra impiegati e mantengono le linee di comunicazione aperte. Negli uffici più piccoli danno anche più aria e spazio.

Realizzate una piccola palestra: parecchi studi hanno dimostrato che il cervello umano funziona meglio dopo l’attività fisica. Alcune aziende hanno preso in prestito questa idea e hanno costruito palestre che i dipendenti possono frequentare in loco. Anche se non potete permettervi per il vostro ufficio un’ intera palestra, potete acquistare alcuni pezzi di attrezzature.

Giochi: potete realizzare una zona in cui si può giocare a ping pong oppure a biliardino. I giochi incoraggiano i colleghi a divertirsi insieme e andare più d’accordo.

Installate delle Piante: il verde crea armonia e rilassa, le piante hanno questa funzione. Ovviamente scegliete quelle adatte per gli ambienti chiusi.

Create piccole aree di riflessione: realizzate posti dove andare per rilassarsi e per effettuare il de-stress. Queste aree non devono essere particolarmente elaborate. Se non avete un budget importante potete anche acquistare mobili usati per ufficio, molte volte sono dismissioni di grandi aziende e si trovano in ottime condizioni.

Colorate le pareti: utilizzate tonalità brillanti e audaci per portare energia e vita al vostro ambiente di ufficio. Molti uffici sono decorati con colori noiosi, grigi neutri, bianchi e marroni. L’effetto è che i dipendenti che sono così annoiati che vorrebbero andare a dormire.

Scrivanie e poltrone: rendetele ampie. Sebbene ci siano delle norme che indichino quali devono essere le misure minime di grandezza, cercate di abbondare e rendere le poltrone comode.

Pensate alla luce: sarebbe meglio se arrivasse quella naturale, quindi se siete in fase di progettazione pensate a delle grandi vetrate.  In questo modo i lavoratori possono vedere i luoghi fuori, avere un’idea di “libertà” e non di costrizione, inoltre risparmierete sulla luce elettrica.

Come creare una Spa nel bagno di Casa

Creare un piccolo centro benessere all’interno del proprio bagno oggi non è così difficile e costoso. Le soluzione per realizzare una spa anche in una manciata di metri quadri non è più un sogno grazie ai tantissimi prodotti realizzati da innumerevoli marche dell’arredo bagno. Idromassaggio, saune, bagni turchi sono oggi realizzabili anche all’interno di docce ed idrodocce, senza contare che la vasca da bagno di può trasformare in un idromassaggio che regala ore di benessere. Vediamo quali possono essere le soluzioni ed i relativi prezzi.

Partiamo dalla vasca da idromassaggio. All’inizio c’era solo la Jacuzzi. Alla famiglia italoamericana si deve l’invenzione dell’idromassaggio. Introdotto negli Usa negli anni 50 per curare traumi muscolari è poi diventato lo status symbol che tutti noi conosciamo.  La marca rimane ancora il top, almeno dal punto di vista del prezzo, quando si parla di questa nicchia di mercato. Si sono via via affermati moltissimi brand, la maggiorparte dei quali sono italiani.

Per citarne alcuni: Teuco, Hafro, Treesse, Albatros sono tutte marche del made in Italy che realizzano splendide vasche di tutti tipi e di forme.

Per chi ha poco spazio si possono scegliere le soluzioni angolari che possono incassarsi anche in 110 cm di spazio, mentre le vasche standard misurano 170 o 180 cm di lunghezza per 65-70 cm di larghezza. Una vasca idromassaggio costa circa 2mila euro per i modelli base. Il prezzo si alza quando si scelgono optional che vanno dalla cromoterapia al sistema di riscaldamento dell’acqua passando per casse e attacchi per mp3. Getti Shatsu o Airpool sono optional che garantiscono massaggi con le bollicine.

Chi non ha proprio spazio per installare una vasca non deve disperare. Ci sono le idrodocce veri e propri succedanei. Ci si mette comodamente seduti sullo sgabello, si chiude la vetrata e si può godere del tepore del vapore per un bagno turco. La colonna attrezzata garantisce getti d’acqua per massaggi sulla schiena. Il soffione in alto è utilizzabile a mo’ di cascata mentre anche in questo caso gli optional vanno dalle casse audio in doccia alla cromoterapia.

 

Una via di mezzo è rappresentata dalle vasche combinate per chi non vuole rinunciare alla comodità della doccia mantenendo la vasca. Se invece lo spazio a disposizione nel bagno è tanto ci si può sbizzarrire con vasche ad incasso o fuori terra che possono contenere anche 2 o 3 persone. Ellittiche, rotonde, di design, le forme da scegliere sono tantissime, occhio solo al peso dell’ acqua che per metro quadro non può superare i 700 chili circa.

Se invece il nostro bagno è grande quando un salotto perchè non pensare ad una vera e propria sauna. Quelle di Jacuzzi sono splendide. A partire in questo caso da 15mila euro. Attenzione all’assorbimento elettrico che per un elemento del genere è molto alto.

I climatizzatori senza e con unità esterna consigli

condizionatori aria con unità esterna

Con l’arrivo dell’ estate si ripresenta il problema dell’afa. Le nostre case si fanno sempre più calde e le notti diventano infernali. Eppure le temperature sono sempre quelle. Le medie nel corso degli ultimi 50 anni sono rimaste immutate. Forse è la percezione che è cambiata, non siamo più abituati a vivere senza fresco. E’ per questo che almeno in una casa su tre, in alcune zone una casa su due, è presente un condizionatore. Non tutti però lo possono installare. Il motore esterno è brutto, pesante e grosso. Spesso non c’è lo spazio e, per motivi estetici, non tutti i condomini lo permettono.

 

I climatizzatori portatili
proprio per questo motivo l’alternativa è rappresentata dai condizionatori portatili. Hanno il grande pregio di poter essere trasportati da una stanza all’ altra e, soprattutto, di non aver bisogno del motore esterno, che viene ingoblato nel monoblocco interno.
Il prodotto più famoso sul mercato è il Pinguno De Longhi, il modello più piccolo costa circa 400 euro. Anche Olimpia Splendid, altra casa italiana, ha in catalogo vari modelli di portatili.
I climatizzatori senza tubo esterno:
la cosa che salta all’occhio è che i modelli portatili hanno un tubo flessibile connesso con l’unità. Si tratta del tubo di sfogo dell’aria calda che deve essere collegato con il mondo esterno. E’ necessario perchè nel processo di refrigerazione si creerà aria calda che deve per forza essere espulsa dalla stanza da rinfrescare. Questo tubo solitamente si infila in un foro praticato nel vetro della finestra. Molti accostano la porta finestra ed infilano il tubo tra un’anta e l’altra, ma è una soluzione poco efficace, l’aria calda che arriva da fuori rientra nella stanza.

Non esistono condizionatori che non abbiano il tubo esterno. Come già spiegato, l’aria calda da qualche parte deve uscire. Non vi confondete con i deumidificatori che tolgono umidità dalla stanza. Esistono perà effettivamente dei modelli che questo tubo non ce l’hanno. In pratica vengono installati ad un muro perimetrale sul quale sono praticati dei buchi di “sfogo”. Il condizionatore utilizza questi fori per far uscire l’aria calda. In questo caso si tratta di un condizionatore fisso che però non ha l’unità esterna.

Insomma, le soluzioni sono tante. Se invece avete la possibilità di installare un condizionatore fisso le prestazioni a livello sia energetico che di “potenza di raffrescamento” sono migliori.

Un’installazione di un condizionatore fisso non è difficile ma deve essere affrontata da uno specialista che, se onesto, non vi chiederà più di 150 euro + iva per un muro-muro, ovvero split sul muro interno, motore su quello esterno con una distanza massima tra i due di 2 metri. Le staffe di supporto dell’unità esterna sono a parte.

Cosa tenere d’occhio prima di comprare un condizionatore fisso:

BTU: è la “potenza” di un condizionatore. I più utilizzati sono da 9000 e 12000. Il primo va bene fino a 25 mq circa, anche se dipende da condizioni come differenza di temperatura tra interno ed esterno, presenza di fonti di calore ecc.

EER: è la capacità di raffrescamento. Maggiore è questo indice migliori sono le prestazioni.

Le marche: sopra tutti Daikin, la più affidabile. Buone anche SAMSUNG, LG e altre giapponesi come Hitachi, Panasonic, Mitsubishi, Fujitsu.