Non ci sono solo i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica ma anche quelli solari termici per l’acqua calda. Si tratta di impianti molto semplici, che grazie al calore del sole scaldano l’acqua utilizzabile per uso sanitario.

Questi impianti producono calore a bassa temperatura (da 453 65 gradi) e servono soprattutto al riscaldamento dell’acqua calda sanitaria, ma possono anche essere combinati con un impianto di riscaldamento degli ambienti a bassa temperatura (per esempio riscaldamento a pannelli radianti). Se l’edifìcio vanta già un buon grado di isolamento termico, i tecnici stimano di poter raggiungere dal 25 al 50% di copertura del fabbisogno termico.

Ma l’impiego più diffuso del solare termico per uso domestico è appunto la produzione di acqua calda sanitaria, trainile collettori vetrati piani e l’utilizzo di un serbatoio che, per ragioni estetiche può anche essere montato all’interno, per esempio nel sottotetto. Oggi sono anche utili zzati per il riscaldamento di piscine.
Il rendimento varia a seconda della localizzazione dell’impianto e quindi dell’irraggiamento: in media, con l’energia del pannello si riesce a coprire circa il óo-8o% del fabbisogno annuo di acqua calda di una famiglia di quattro persone. Per l’installazione in genere è richiesta solo la comunicazione preventiva al Comune e la relazione del tecnico abilitato. La relazione non serve per pannelli aderenti che non superano la falda.
Prezzi dei pannelli solati termici: varia a seconda della superficie dell’impianto, delle difficoltà di installazione(se è richiesto l’uso di ponteggi o gru) e soprattutto della tecnologia utilizzala. Si parte da 1000 euro in su.

Anche il tempo di ammortamento è variabile. In media si realizza in sei-otto anni, a fronte di una vita media che può superare i 20 anni. A dimezzare i tempi può incidere l’incentivo della detrazione Irpef sulle spese di ristrutturazione, progettazione, acquisto e installazione legato al risparmio energetico. II bonus dovrebbe essere al 55% fino al 30 giugno 2013 e lo sconto massimo è di 60mila euro recuperabili in dieci anni, a partire dalla dichiarazione dei redditi del periodo successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa ( da pagare con bonifico).