I condizionatori d’aria montati all’ interno di appartamenti uffici o negozi utilizzano un gas refrigerante che scorre all’ interno del circuito. I vecchi modelli usavano l’R22, dal 2015 fuorilegge, quelli attuali l’R410 ed in pochi casi il nuovo R32 piú ecologico. Il gas è indispensabile al funzionamento del climatizzatore, altrimenti non produrrebbe piú aria fredda in estate e calda in inverno. Il condizionatore va ricaricato? La risposta è negativa, se il circuito non presenta delle microperdite, il condizionatore può funzionare anche per decine di anni senza fare nulla, se non pulire i filtri. Il gas non deve uscire, se esce significa che c’è qualcosa che non va.

ricarica gas condizionatore

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Cosa si fa in questi casi? Si cerca un installatore professionista che può ricaricarlo. Nel registro Nazionale delle persone abilitate a maneggiare questo gas potete trovare quello della vostra zona, ad esempio a Roma c’è questa ditta.

Cosa faranno gli installatori? Innanzitutto devono individuare da cosa è causata la perdita. Una rottura di un tubo in rame dove scorre il gas (poco probabile) oppure un rubinetto o un raccordo che perde. In quest’ultimo caso vanno sostituiti, viene rimesso tramite la pompa del vuoto il gas all’ interno del circuito e si controlla se la pressione all’ interno dello stesso rimane costante. Solo dopo un controllo del genere possiamo essere sicuri che il gas non fuoriuscirà piú. Se non vengono fatti questi controlli rischiamo di fare una ricarica, costo di circa 100 euro + iva, che dopo un mese dovrà essere rifatta, perchè il gas si è di nuovo disperso.

Il decreto ministeriale del 10 febbraio 2014 ha disposto inoltre delle nuove regole per gli impianti di climatizzazione:A partire dal 1° giugno 2014, gli impianti termici sono muniti
di un “libretto di impianto per la climatizzazione” come questo qui. Quindi il tecnico dovraà rilasciarlo e compilarlo con tutti i dati relativi alla macchina climatizzatore come consumi, pressione ecc.